Un Curriculum per domarli tutti
- B4Biology

- 6 gen 2020
- Tempo di lettura: 6 min

Photo by Louis Reed on Unsplash
Rieccoci con un nuovo appuntamento di “fallito?! meglio!”.
Come sapete ho scelto questo nome come storpiatura della citazione di Samuel Beckett sul processo di apprendimento. E colgo l’occasione per consigliarvi di leggere l’articolo precedente, nel caso non lo aveste fatto. Pochi minuti di lettura per alcuni consigli e per capire il perché di questa rubrica (Ricetta per una candidatura).
Oggi vi parlerò di come creare un curriculum vitae accattivante e di come mai è importante fare un bel lavoro prima di qualunque candidatura.
Innanzitutto il curriculum è un po’ come un piccolo contenitore con molte informazioni utili, per chi sa leggerlo. I selezionatori riescono a capire se bisogna approfondire una candidatura oppure scartarla del tutto con una sola occhiata al curriculum.
Un selezionatore, questa figura mitologica, può dover vedere più di una ventina di candidature e questo è un compito lungo e tedioso. E’ nostro compito rendere questo lavoro il meno faticoso e meno ripetitivo possibile, il che può farci emergere da una pila di candidature. E questo come si fa? Raccontando una storia.
LA STORIA INFINITA
Ogni sezione del documento racconta una parte della vostra storia: dove avete studiato e quanti anni; su cosa avete fatto la tesi; le vostre esperienze pratiche; e tanto altro che approfondiremo tra poco.
Ognuna di queste parti può lanciare un messaggio diverso in base a cosa mettete in risalto e all'occasione. Ma come si fa a scegliere cosa raccontare e come farlo?
Fate i compiti
Prima di tutto dovete leggere bene l’offerta di lavoro perché è lì che potete capire quali sono le caratteristiche che deve avere il candidato perfetto, sia per quanto riguarda i titoli, conoscenze teoriche e pratiche sia per quanto riguarda le soft skills. Grazie a questa ricerca riuscite a capire cosa è importante risaltare nel vostro curriculum.
Scegliere il formato
Innanzitutto, quando è possibile, evitate il curriculum europeo. Il vantaggio più grande del CV europeo è la facilità di stesura, ma ha zero possibilità di personalizzazione - oltre al fatto che lo trovo bruttino esteticamente.
Io sono solito attenermi a un curriculum che rientra in una pagina ed eliminare ciò che non è necessario per la candidatura. Per me attenersi a questa regola è molto importante in quanto forza ad eliminare accuratamente informazioni che possono risultare superflue e in questo modo chi lo legge ha tutta l’informazione che cerca in un solo foglio, diviso per quadranti ben ordinati. Ma questa è una questione di gusti.
L’importante in ogni caso è che il vostro curriculum sia ordinato, facile da leggere ed esteticamente piacevole.
UN CURRICULUM ORDINATO
Per ordinato intendo che le sezioni devono seguire un ordine logico e rispondere alle seguenti domande.
perché stai facendo questa candidatura?
Le sezioni che possono rispondere a questa domanda sono l’obiettivo e il profilo. In queste spiegate in pochissime parole le vostre qualifiche e a chi state inviando il curriculum, questo assicura a chi lo legge che non è un curriculum riciclato da qualche candidatura andata male.
Un esempio di profilo potrebbe essere: Biologo molecolare specializzato in biofisica con tre anni di esperienza nel settore. Vorrei mettere a disposizione la mia esperienza e la mia passione come studente di dottorato nel laboratorio del Professor XY.
Un esempio di obiettivo invece sarebbe solo: Vorrei mettere a disposizione la mia esperienza e la mia passione come studente di dottorato nel laboratorio del Professor XY.

Hai le qualifiche richieste?
La sezione studi indica al datore di lavoro che possiedi i diplomi richiesti e le conoscenze che ne conseguono.
Questa può essere ordinata in ordine cronologico o anticronologico. Trovo quello anticronologico più consono in quanto mette in evidenza come primo elemento quello più recente che probabilmente è quello che potrebbe interessare di più al selezionatore.

hai esperienze pertinenti?
Probabilmente qualunque esperienza sul campo va bene, soprattutto se spiegate nella vostra lettera di presentazione come le abilità imparate possono risultare utili per quella posizione - parlerò della lettera di presentazione nel prossimo articolo tra due settimane.
Un’altra cosa importante è specificare le tecniche che avete usato e le cose che sapete fare in una sezione a parte. Questo perché ai selezionatori interessa poco se avete imparato una tecnica nel laboratorio di Sempronio o di Caio - la cosa importante è che sappiate farlo.

hai delle conoscenze specifiche che chiediamo?
Qui la risposta risiede nell'organizzare la sezione delle tecniche da quelle più pertinenti per la posizione a quelle meno pertinenti. Allo stesso modo, organizzate le altre sezioni in cui potete mettere i programmi informatici che sapete usare e le lingue che dominate, tutto in ordine di pertinenza.

hai meriti particolari?
Qui potete mettere i corsi extracurricolari seguiti, congressi, pubblicazioni o poster. Se avete spazio potete anche aggiungere cose che si collegano relativamente meno, ma che allo stesso tempo dicono qualcosa di voi utile per la candidatura. Un esempio potrebbe essere “vincitore di un concorso di robotica”; se il profilo cercato è quello di un biologo molecolare magari al selezionatore non importerà molto, ma dirà alcune cose di voi: 1- mostrate multidisciplinarità; 2- fate cose nel vostro tempo libero non solo per puro divertimento ma vi mettete anche in gioco con ottimi risultati; 3- questa può essere anche una conferma delle vostre conoscenze di programmazione.
chi sei?
Prima di diventare filosofici vediamo la questione dal punto di vista del selezionatore. Chi seleziona vuole sapere se hai una passione che magari si ricollega alla loro missione, oppure se sei uno che gioca in squadra. Per esempio, se vuoi fare microscopia e ti piace la fotografia, bene! Se invece vuoi fare il bioinformatico, aggiunge poco. In ogni caso le attività in gruppo sono preferite, io ne ho zero avendo gusti parecchio solitari e una leggera fobia alla gente.

FACILE DA LEGGERE
La seconda caratteristica di un buon curriculum è la facilità di lettura. Per questa intendo che ogni parte deve essere ben evidenziata e, se è possibile, divisa in piccole sottocategorie con formato simile. La divisione è importante sopratutto per sezioni in cui avete molta informazione, quindi tentate di dividerla in piccoli morsi di informazione rendendo veramente molto più facile la lettura.
Aumentare la velocità in cui il selezionatore può trovare ciò che cerca vuol dire aumentare la sua sensazione che siate adatti per la posizione. Per metterla in altri termini, se devo leggere ogni parola del tuo curriculum per trovare se sai fare ciò che ci serve dubito che tu lo sappia fare bene. Questo perché quello che cerchiamo è chiaro e se tu lo sapessi fare sarebbe stato messo in evidenza.
ESTETICA: come essere belli belli in modo assurdo
Colori: il curriculum in technicolor
I colori devono essere pochi e non devono essere molto accesi perché altrimenti potrebbe dare fastidio alla lettura.
Per la scelta del colore vi consiglio di usare pochi colori scegliendogli da una palette su internet o usare solo tonalità dello stesso colore
Nel caso usaste diverse tonalità dello stesso colore queste devono avere una differenza di contrasto abbastanza grande tra di loro da poterli identificare a colpo d’occhio.
Invece se usaste vari colori il massimo sono tre o quattro e devono essere usati molto bene. Io ho trovato molto difficile avere un risultato accettabile quindi non ho mai voluto rischiare.
Le dimensioni contano
La scelta della dimensione minima dei caratteri ricade su quello che riuscite a vedere senza dover zoomare. Allo stesso modo la scelta dello spessore delle linee e degli elementi grafici devono essere grandi abbastanza da essere viste bene in un foglio A4.
Le dimensioni degli spazi vuoti sono importanti quasi quanto lo sono quelle del contenuto. Gli spazi vuoti devono essere distribuiti in modo che non ci siano quadranti che risultino troppo carichi e altri troppo vuoti.
La foto
Attenzione: Alcuni centri o paesi vietano la foto nel curriculum per evitare possibili discriminazioni per l’aspetto fisico di una persona, tralasciando il fatto che questo abbia senso oppure no, è meglio informarsi prima su queste politiche.
In ogni caso provate ad evitare le foto da documento frontali e statiche - io ne ho una orribile. Una foto leggermente di profilo vi dà un’aria molto più naturale. La luce del sole è ottima per questo tipo di foto, sopratutto se avete la forza di aspettare per “l’ora d’oro”, cioè mattina presto o di sera in altre parole quando il sole è basso e la luce risulta più diffusa.
Provate anche a cambiare leggermente gli angoli della foto con qualche programma, gli angoli netti danno l’idea di qualcosa molto arrangiato, invece angoli modificati implicano una qualche operazione sulla foto e quindi una scelta di design ben precisa.

Feedback
Per finire, il consiglio più grande che posso darvi è quello di mandarlo a più persone possibili per chiedere i loro feedback, ogni persona ha una particolare fissazione e ognuna vi darà informazioni molto utili.
Come forse avrete notato nel mio curriculum ci sono degli errori, per esempio in educazione sembra che non ci siano spazi tra le parole - questo perché nessuna versione del curriculum è la versione definitiva.
Per esplicitare l’idea che volevo trasmettervi con questo articolo: qualunque elemento presente nel vostro curriculum deve avere una funzione. Per citare Edward Tufte, uno statistico e scultore statunitense che ha scritto molti libri sulla visualizzazione dei dati:
"design è il pensiero reso visivo"
Non arrendetevi ai primi rifiuti. Fallite ancora, fallite meglio.
Post di Jonathan G. Piccirillo



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