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Ricetta per una candidatura

  • Immagine del redattore: B4Biology
    B4Biology
  • 25 dic 2019
  • Tempo di lettura: 3 min


Hai appena finito gli anni di università, ore intere su libri di biochimica e biologia molecolare e ora tocca al passo successivo: dottorato o professionista del tuo settore. Molto probabilmente stai continuando a leggere perché la tua priorità è la scienza e non vorresti mai finire a lavorare da un pescivendolo facendoti venire un infarto ogni volta che viene chiesto del Polipo e non del polpo. Tu voi sfruttare tutte le conoscenze accomunate dormendo abbracciato al Lehninger.


In questo articolo farò un sommario delle cose che ho studiato, applicato e ho trovato utili quando si tratta di fare una candidatura per un dottorato o lavoro nel settore scientifico!


Le nostre università sono eccellenti sotto molti punti di vista, ma non ci insegnano molto su come fare una candidatura. Qui devo fare un disclaimer: io non ho cercato nessuna posizione in Italia, ma lo scopo di questa minirubrica intitolata “cerchi lavoro? E perché?!” si terra su ciò che si può applicare nella maggior parte dei paesi Europei. Anche se mi riferirò particolarmente al mondo della ricerca, gran parte di questi consigli sono applicabili per ogni tipo di lavoro e possono davvero fare la differenza tra un “meh” e un “wow”.


Tempo di preparazione: almeno 24 ore (#ottimismo)

Difficoltà: media (#ottimismo)


Ingredienti:


La prima domanda che può sorgere è: “cosa mi serve per fare una candidatura?”. Io vi consiglio di essere pronti a tutto, le candidature possono chiedervi molte cose in base al paese o all’istituzione.


♦ 1 etto di curriculum vitae


La prima cosa da tenere pronta è il curriculum. Alcune volte il formato del CV vi verrà specificato, ma molte altre sarà libero. In ogni caso, vi consiglio che il curriculum sia cucito su misura per la candidatura che state facendo, mettendo in evidenza le sezioni più importanti per quella determinata posizione. In poche parole, vi consiglio di evitare la scorciatoia di mandare lo stesso curriculum per diverse posizioni.


Come impostare un CV sarà argomento del prossimo articolo di questa rubrica e verrà pubblicato verso il 6 gennaio, sarà una vera epifania per la vostra vita lavorativa.

Le sezioni più importanti da includere sono: Storia accademica; Esperienze lavorative (che possono essere i tirocini di tesi esperimentali); Lingue conosciute con relativo livello; Capacità distaccate, per esempio conoscenze informatiche; Conoscenze pratiche acquisite (il cui ordine può essere cambiato per essere ottimale per la posizione); e hobbies (si può sembrare strano, ma le persone vogliono sapere con chi potrebbero avere a che fare, quindi pensate come se doveste rimorchiare il vostro datore di lavoro - ma per favore, evitate di farlo davvero).


♦ 1 misurino di certificazioni


Le certificazioni non vi definiscono, ma sono un ottimo punto di partenza per un selezionatore.


- Documenti che certificano i vostri esami: di solito le università vi forniscono i transcript accademici sia in italiano che in inglese (se potete prendeteli entrambi, non si sa mai).

- Certificazioni linguistiche: è meglio che siano state ottenute non oltre due anni prima della candidatura, ma spesso non è importante.

- Certificazioni di corsi e workshop: queste dimostreranno quanto del vostro tempo usate per migliorarvi.


♦ 1 bicchiere di lettera di presentazione


Una lettera di presentazione è una lettera in cui vi presentate (duh!), se potete fatela rientrare in una sola pagina. In questa lettera, oltre a presentarvi, spiegate in che modo il vostro percorso e le vostre capacità si collegano perfettamente con la posizione, rendendovi i candidati perfetti. Un errore che si commette spesso è quello di avere paura di sembrare superbi, ma la troppa modestia non vi aiuterà. Tentate di rendere questo documento unico, deve essere una storia con un certo appeal. Forse la lettera giusta non sarà la prima bozza e nemmeno la decima, ma vi assicuro che andando avanti riuscirete a scrivere la stessa informazione in maniera molto più coinvolgente.


♦ Almeno 2 cucchiaini di contatti


Questo può essere un problema, perché durante il tirocinio si riesce a entrare in contatto stretto solo con il proprio relatore e i dottorandi dello stesso laboratorio.

Molte posizioni chiedono i contatti di almeno due persone che possano parlare di voi. Ovviamente è preferibile che queste vi abbiano visto lavorare e vi conoscano.

Altre caratteristiche che possono migliorare la valutazione di questa parte sono: che appartengano a laboratori diversi e che abbiano una certa rilevanza per la candidatura.

Questo è importante tenerlo in mente durante il vostro tirocinio, in quanto questo è il periodo in cui potete conoscere diversi capi gruppo, magari suggerendo collaborazioni al vostro relatore.


♦ 1 pizzico di pianificazione.


Questa non è richiesta almeno non in maniera diretta, ma una buona pianificazione può incrementare molto le possibilità che la vostra candidatura venga giudicata positivamente.


♦ Fortuna q.b.


Man mano che vi preparate il ruolo della fortuna diventerà sempre minore, ma non sarà mai pari a zero.


Questi sono gli argomenti fondamentali, anche se non gli unici, che amplierò nei prossimi articoli. Vi aspetto dopo anno nuovo per parlarvi del curriculum.


Voglio finire con una delle mie citazioni preferite che si applica bene al perfezionamento continuo che implica lavorare su una candidatura


“Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Fallisci ancora. Fallisci meglio.”

Samuel beckett


Da qui il vero nome della rubrica che sto preparando “fallito?! meglio!”.


Post di Jonathan G. Piccirillo

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