La scienza della disuguaglianza - il peso di 1000 piume
- B4Biology

- 8 mar 2020
- Tempo di lettura: 7 min
Aggiornamento: 8 mar 2020
Qualche giorno fa è stato il giorno della donna e la ragazza nella scienza ed io per l’occasione scrissi un post su facebook.
Quasi tutti i like ricevuti furono da persone di sesso femminile. Questo mi fece arrabbiare un po’- mi dispiace che un problema della società in generale sia stato ignorato da una parte della stessa (se si può considerare il mio facebook un piccolissimo campione della società). Ovviamente questo è aneddotico e ha poco valore a livello statistico, ma mi ha fatto sentire un po’ di disagio; un disagio che permane se si da un’occhiata ai dati.
Dal 1901, infatti, sono stati assegnati solo 54 premi Nobel a donne e ciò rappresenta solo il 4 percento. Questo dislivello tra i sessi è talmente evidente su tutti i livelli del mondo scientifico che sul sito del European Council si può leggere il concetto chiamato ‘leaky pipeline’ - conduttura che perde - che definisce il fenomeno per cui un gran numero di donne lascia la carriera scientifica. Ciò è particolarmente importante in biologia e nelle scienze della vita in generale, in cui il numero di donne con un dottorato supera quello degli uomini, ma solo il 20% delle cariche di rilievo nei centri di ricerca europei sono ricoperti dalle stesse.
Tutto questo mi ha portato a scrivere il seguente articolo intervistando alcune donne, su vari livelli della loro carriera accademica nella scienza, che ammiro. Anche se la maggior parte di loro ha preferito l’anonimato, una in particolare mi ha permesso di usare il suo nome:
La dott.ssa Cristina Paulino, dal 2017 group leader nell’universita di Groningen (Paesi Bassi), si occupa principalmente di proteine di membrana - importantissimi target farmacologici - e di risolvere la loro struttura tramite crio-elettromicroscopia. Vincitrice del premio della Società di Biochimica e Biologia Molecolare dei Paesi Bassi del 2020, che riconosce il lavoro e il talento di giovani biochimici e biologi molecolari che lavorano nel Paese, è non solo un esempio di successo, ma anche una donna molto attiva su tematiche di uguaglianza di genere.
Ho contattato la dott.ssa Paulino non sperando una risposta, vista la sua posizione di rilievo e i suoi tanti impegni, ma sono stato davvero contento che abbia potuto trovare il tempo per rispondermi.
Dott.ssa Paulino <<Ciao Jonathan come sai sono molto attiva su questo tema. E certamente ho subito tutti i livelli di disuguaglianza su me stessa. Penso che ciò che le persone ancora non riescono a comprendere è che la gran maggioranza sono state cose davvero molto piccole per le quali le persone probabilmente potrebbero discutere sulla loro importanza. Ma chi non ha sperimentato queste cose non riesce a comprendere è che la somma di piccole cose ha un impatto enorme. È come il peso di mille piume.>>
Secondo la Dott.ssa Paulino la consapevolezza e l’accettazione del problema da parte degli uomini, che non hanno sperimentato la disuguaglianza di genere in prima persona, sono il nodo cruciale.
<<Riuscire in questo è difficile. È un argomento per cui le persone si offendono facilmente. Di base ancora tutti sono più o meno misogeni, visto che siamo il prodotto di una società patriarcale. Persino io, una femminista attiva e forte, posso cogliermi ad essere parziale. E questo va bene! Solo quando realizziamo questo possiamo lavorarci>>
Cosa possiamo fare per ottenere un vero cambiamento?
Dott.ssa Paulino <<Mantenere la mente aperta, non prenderla sul personale, ma comprendere e accettare il problema. La assoluta maggioranza non è misogina in maniera cosciente [...] prendere questa assoluta maggioranza e aprirgli gli occhi sulla costante parzialità che c’è là fuori
[...]
Una cosa che mi ha preoccupato ultimamente è che il “metoo” e la disparità di genere sono un argomento presente in maniera costante e le persone iniziano a sentirsi infastidite e iniziano a credere che questa presenza costante voglia dire che le cose siano già cambiate o che noi donne siamo in una situazione di grande vantaggio! Questo è super pericoloso e ha come risultato l’opposto che dovrebbe avere. Porta a frasi come “hai avuto il lavoro perché sei una donna” che mina le vere competenze che la persona ha! O “sei una donna, il tuo futuro è brillante e avrai moltissime opportunità sarà molto facile per te...” anche questa volta è controproducente e porta alle donne a ricevere meno offerte di lavoro o non capire che se ottieni un lavoro tramite un “women-only-scheme”, questo schema sta SOLO tentando di compensare la disparità esistente.>>
<<La nostra società è stata costruita da uomini per uomini. Questo si radica così nel profondo che abbiamo collegato le caratteristiche di una persona di successo con quelle comportamentali di un maschio alfa. Non lasciando nessuno spazio per qualcuno che non lavora in questo modo, ma potrebbe essere ugualmente di successo. Questo tocca specialmente la scienza, dove siamo spinti dai fatti e pensiamo che lavoriamo, viviamo e assumiamo il personale in relazione al merito (meritocrazia). [...] Chi ha definito cos’è il merito e il successo?
Un esempio per questo può essere il mio stile di leadership. Io provo a investire molto del mio tempo ed energie (fattori che sono molto limitati nella mia professione) nel mantenere un’atmosfera di valorizzazione e apertura all’interno del mio gruppo.
Mentre puoi vedere che è un ottimo tipo di leadership (positivo, forte, potente e di successo) Di solito ricevo come commento o vedo gente che lo semplifica come un approccio femminile.>>
<<[..] ovunque sono stata e tutte le culture che ho avuto modo di conoscere, tutte loro in una maniera sottile ma decisiva suggeriscono che io come donna sia meno capace, di meno valore e una minore stamina o capacità rispetto a un uomo. Quindi ricevi un suggerimento di essere di seconda classe.
Però tutto questo ha lo stesso impatto: non siamo forti, ne capaci di quello di cui sono capaci gli uomini. Questa è una delle cose su cui possiamo lavorare se ci fossero più modelli femminili al top>>
Per quanto riguarda le altre intervistate, metà delle dottorande non ha percepito di aver mai subito nessun tipo di forte discriminazione in prima persona, una in particolare ha aggiunto “Tutti i dottorandi soffrono in ogni caso, indipendentemente dal loro sesso” scherzando sulla situazione. Altre invece mi hanno raccontato cose che fanno abbastanza storcere il naso.
Giovane scienziata 1
<<Nonostante siamo tra gli acculturati della popolazione, ci sono ancora delle discriminazioni di genere anche tra noi... [...] Ad esempio mi è capitato di sentire che chi ottiene qualche successo in accademia immeritatamente, se è maschio è perché ha le amicizie giuste, mentre se è femmina l'avrà data indubbiamente a qualcuno.>>
Giovane scienziata 2
<<L'unica cosa che ho provato sulla mia pelle è che un po' mi è dispiaciuta è che il mio tutor l'ho sempre sentito distante da me dal punto di vista umano per evitare forse che altre persone potessero pensare male, e ciò significa che c'è la tendenza a pensare che l'affiatamento tra boss e sottoposta più giovane significhi altro.>>
Giovane scienziata 3
<<Ero arrivata da pochi giorni a Cambridge ed eravamo con gran parte del research group nella tea room per un break e mi avevano fatto una domanda. Appena finisco di parlare il big boss mi ha detto che ero proprio una bella ragazza. mi sono sentita a disagio ed imbarazzo perché il senso di quella frase sembrava essere: sei stupida ma almeno sei bella>>
Giovane scienziata 4
<<Qualcosa che mi è capitato di vedere è che esiste una sensazione generale di inferiorità verso le donne che lavorano nel mio dipartimento. E c’è un certo paternalismo quando queste lavorano con i propri mariti. Professori che dicono di accettare studenti di sesso femminile per il master e non per il dottorato perché sono una fonte di distrazione. In Repubblica Ceca [dove lavoro] c’è un problema di base di maschilismo che ancora rientra troppo nella normalità.>>
Giovane scienziata 5
<< [su un'offerta di lavoro a cui ero interessata mi è stato detto] “ah no ma cercavano solo uomini [...] hanno avuto problemi con le ragazze che avevano preso finora, che gli operai addetti ai processi non le ascoltavano e facevano loro mobbing. E quindi vogliono solo maschi.”>>
Tra i vari esempi che la Dott.ssa Paulino mi ha raccontato il seguente mi ha colpito molto:
<<Quando mi sono trasferita ai Paesi Bassi a causa di questa offerta incredibile di costruire il mio proprio gruppo, tutto questo perché ho provato di essere un eccellente scienziata di successo con molto potenziale, mio marito ed io abbiamo dovuto giustificare che fosse il mio partner di sesso maschile a lasciare il proprio lavoro per seguirmi. Anche questo non ti fa sentire forte, sostenuta o riconosciuta e questo ha un impatto su di te.>>
Dopo queste testimonianze e l’intervista della dott.ssa Paulino vi lascio con una richiesta: lettore, chiunque tu sia, vorrei che almeno una volta durante il prossimo mese, in presenza di un comportamento maschilista, anche se sottile, ma che vi faccia pensare “no a me questo non sta bene”- dillo, apri un dialogo e non lasciare che il peso di quelle mille piume schiaccino una sola persona - aiuta, condividi e alleggerisci il peso.
Dal canto mio posso solo sperare che in futuro non ci sia bisogno di articoli come questo e che donne di successo come la dott.ssa Paulino siano la norma, che riusciamo a chiudere la conduttura che perde talenti e che le intervistate abbiano un futuro brillante.
▲ Per sapere di piu sulla dottoressa Paulino:
▲ Per sapere di più sul progetto LIBRA:
▲ Alcuni video interessanti sulla parzialità nelle questioni di genere:
Questa TED talk è incentrata su come la figura femminile è vista nella nostra società
♦ https://www.youtube.com/watch?v=XjJQBjWYDTs like a girl
Un video in cui si chiede alla gente di fare cose come le farebbe una ragazza. Il risultato mostra quanto fare cose come una ragazza prende un significato dispregiativo
♦ https://www.youtube.com/watch?v=0WySfa7x5q0 is it ok for guys...
Video della Axe sulla mascolinità tossica - se un marchio come Axe che ha costruito la propria immagine su un’idea di mascolinità può accettare di cambiare lo possiamo fare tutti.
♦ https://www.youtube.com/watch?v=iuJ1zp-QT8o questo è un video molto scoraggiante della commissione europea per attirare donne nella scienza.
▲ Per il test sulla parzialità:
Fate il test sul lavoro e sulla scienza.





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