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Il Grinch del dottorato. Chi ha rubato il mio entusiasmo?

  • Immagine del redattore: B4Biology
    B4Biology
  • 18 dic 2019
  • Tempo di lettura: 3 min


A Natale siamo tutti più buoni...o quasi!


Arrivati a fine anno (solare), si traggono delle conclusioni sul proprio percorso e, da dottoranda al 3° anno, vorrei parlarvi del mio. O meglio, vorrei parlarvi di una cosa con cui mi scontro ogni santissimo giorno: il “nonnismo” dei dottorandi/post-doc più anziani.

Questa piaga va avanti dal tirocinio per la tesi magistrale, in cui da tesista, sei trattato come ultima ruota del carro, come il peggior inetto fra gli inetti, come la demenza fatta persona.

Può essere giusto all’inizio, in un laboratorio ci sono molti rischi a cui può andare incontro un giovane inesperto: le soluzioni da preparare (attenzione alle reazioni esoergoniche), i reagenti tossici, contaminazioni, ecc...ecc…

Ma dopo un po’, questo atteggiamento dovrebbe attenuarsi, le capacità si migliorano, si acquisisce manualità, si ispira più fiducia.

Almeno in un laboratorio normale.

E per normale intendo un laboratorio in cui una persona viene messa in condizione di lavorare, crescere ed imparare, perfezionarsi e diventare un minimo confidente su un argomento.

Non è una pretesa così assurda, lavorando 10-12 ore al giorno per uno stipendio da 1000 euro e poco più. Guadagno ce n’è poco, ma almeno un po’ di soddisfazione…

E invece NO!!!

In un laboratorio gestito da un Prof latitante, lo scettro del poter è ereditato dal suo dottorando anziano, che diventa un vero e proprio Grinch degli scienziati.

Gestisce lui il laboratorio, praticando del sadico nonnismo, solo per il gusto di farlo.

Vedi che ti tratta con aria di sufficienza, le decisioni devono passare sotto al suo giudizio inquisitore, risponde ad ogni tua osservazione con un “eh, lo sapevo già” (ma la vacuità nel suo sguardo lascia intuire l’ignoranza che si nasconde dietro a questa affermazione/bugia, stando in silenzio si possono percepire pure gli ululati del vento che risuonano in quella scatola cranica), facendoti sentire l’ultima pallina di sterco rimasta sulla terra, che manco gli scarabei stercorari si degnano di far rotolare. Ah, e quando ci sono dei meriti, ovviamente al 99,99999999% sono suoi.

Come affrontare questo tipo di situazione?

Beh, non c’è un protocollo standard da poter applicare, ahimè.

Ogni caso è a sé stante, ogni dottorando anziano-Grinch è un mondo a parte.

Posso parlarvi del mio.

All’inizio, da giovane pivello inesperto quale ero, prendevo per oro colato tutto ciò che usciva da quella boccuccia di rosa.

Un giorno, ho avuto l’illuminazione.

Messo alle strette, il dottorando-Grinch ha osato chiedermi una cosa.

Non potevo crederci.

E non potevo credere all’idiozia che mi stava chiedendo: “Come devo diluire questa soluzione da 10X ad 1X?”.

Ho esitato, credendo che fosse un tranello. Cioè, sa tutto ma le diluzioni in base 10 gli sfuggono.

E invece no, era una cosa seria.

Come, le risposte alla “eh lo sapevo già”, non erano più ponderate da quel cervellino sadico?

In quell’occasione, ero degno della sua attenzione e tornavo utile? Nel dubbio, aspettando di elaborare una teoria su quel comportamento, ho risposto, aiutando il mio aguzzino nel suo lavoro.

E sperando che questo aiutasse nel mitigare i nostri rapporti.

La scena si è ripetuta diverse volte, nel tempo.

Io studiavo e spiegavo ingenuamente le cose al mio “Boss” autoproclamato, alleggerendogli di un bel po’ il lavoro.

I nostri rapporti si sono distesi, devo ammetterlo.

Addirittura mi riteneva degno della sua presenza a pranzo, passo epico.

Ma, come era saggio immaginarsi, l’idillio non sarebbe durato troppo.

Il Prof reclamava dati e il Grinch ha osato prendersi il merito del mio sudato (in tutti i sensi) lavoro.

Non potevo crederci.

Ok, piccolo sprovveduto, svegliati.

Da quel giorno, la musica è cambiata. E non è stata scelta una calda e tenera canzone di Natale.

Ho tirato fuori il carattere, ovviamente nel totale rispetto delle regole del quieto vivere, ed ho iniziato a farmi le mie ragioni, anche col Prof.

La situazione è nettamente migliorata, venivo preso in considerazione dai veri piani alti ed il Grinch, sentendosi spodestato, mi trattava con pressappochismo.

Alla fine, però, ha dovuto arrendersi alla mia conquistata posizione di dignitoso rispetto ed ingoiare quel boccone così amaro per il suo palato.

Ed io, coglione, potevo svegliarmi prima. La colpa, devo ammetterlo, non era soltanto sua.

Basta così poco per prendersi i propri diritti e meriti.

In un mondo propenso solo al rispetto dei doveri, prendetevi i vostri spazi, le vostre capacità intellettuali, il meritato rispetto ed elogio dei vostri risultati.

Fate sì che queste siano le vostre priorità, quello spirito del Natale che non va perso, nonostante il vostro Grinch da laboratorio vi saccheggi di tutto.


post di XCCX

 
 
 

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